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ABRUZZO-1Un rumore improvviso irrompe nelle nostre case e subito si materializza attraverso le immagini e la voce dei cronisti sulla tragedia che investe l’Abruzzo sconvolto da un grande terremoto.
Cumuli di macerie devastano un paesaggio già tranquillo ed ameno, il pensiero rincorre luoghi e voci mentre il cuore si chiude in una morsa di dolore. Giorni di pena, giorni di ricordi, ricerca di persone conosciute ed amate in gioventù, attraverso quelle dei loro figli e nipoti.


Ho pianto, anzi ho avuto voglia di gridare davanti a tanta rovina, all’espressione attonita di volti e volti, alla visABRUZZO-2ione di una bambola tra le macerie ed a quella di una foto di sposi ridenti tra tanto orrore.
Amo questa terra martoriata nel ricordo del tuo volto, nonna Angiletta, tu eri il mio Abruzzo. Ancor oggi ho di te un ricordo pregnante, vivo, bello, eri la mia nonna abruzzese, terza moglie del nonno Imperatori.
La madre di mio padre era morta a soli quarantadue anni dopo aver avuto nove figli dei quali il mio papà era il primogenito.
Nella nostra casa a Torrita Tiberina io avevo conosciuto te e ti ho amato con il trasporto infantile per l’amore delle tue favole, per la delicatezza di ogni tuo gesto, per la morbidezza dell’ampio tuo seno ad ogni abbraccio, per l’odore di pane e spigo delle tue linde vesti. Eri bella e solenne, ti rivedo come in sogno al centro della camera da letto mentre ti pettini davanti allo specchio del grande armadio. Indossi un’ampia sottoveste bianca, con brevi maniche orlate di merletto, tienABBRUZZO-4i le braccia alzate raccogliendo i tuoi neri capelli lievemente striati d’argento, hai come sempre al collo il tuo superbo vezzo di corallo e canti sottovoce “ nu vaso piccerillo nu’ me lo poi negà…”
Caro ricordo di Pasque lontane e serene, della tovaglia bianca sul tavolo da pranzo sulla quale troneggiano rami d’ulivo, uova colorate, una “crescia”, la famosa pizza pasquale cresciuta della quale andavi fiera, contornata dalle colombine di pasta dolce per noi bambini, in attesa della benedizione data solennemente da un sorridente parroco. Il volto di ogni donna, attraverso il video era il tuo, tutta la sofferenza denunciata era la tua.
ABRUZZO-3Tu, mio Abruzzo, nonna amata di una serena, lontana infanzia.
Elide Imperatori Bellotti

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