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25-ANNI-DI-LAVOROCome si fa a raccontare la piccola, grande storia delle Arti per Via, senza cadere nella retorica o nell’autocelebrazione?
Forse facendo parlare i “numeri”: 295 spettacoli, 162 in Italia (in 11 regioni diverse), 133 all’Estero (in 11 Paesi d’Europa e per 6 volte al di là dell’Oceano nell’ambito di un progetto “Sulle grandi rotte dell’emigrazione che via via ha toccato Messico ’93, Canada ’97, Argentina ’99, Brasile ’02, Stati Uniti ’05 ed Australia ’08) e poi 5 volte il giro del Mondo, 600.000 spettatori stimati (1 milione comprese le sfilate).


Oppure facendo parlare la rassegna stampa. Centinaia e centinaia di articoli dei giornali di tutto il mondo, tutti ugualmente elogiativi, nei quali sono stati usati gli aggettivi più gratificanti: bello, coinvolgente, spettacolare, emozionante, evocante.
Un aggettivo su tutti però ha percorso e caratterizzato questi 25 anni: “unico” ed è proprio il riconoscimento della nostra unicità il dato che più di ogni altro continua ad inorgoglirci. Come quel titolo di un giornale di Queretaro in Messico, dopo una nostra performance “Cuando la calle se vuelve Museo y el Museo se vuelve espectacolo (quando la strada diventa Museo e il Museo diventa spettacolo)”: un titolo che è diventato il nostro motto. O come l’apertura di un pezzo a noi dedicato di recente: “La loro nascita segnò l’inizio di una piccola rivoluzione culturale, capovolse il concetto di museo etnografico e cambiò il modo di studiare la storia del costume”; mirabile sintesi della nostra idea originale e del lavoro compiuto poi per 25 anni con umiltà, rigore e passione. Oppure infine facendo parlare di noi una delle tante personalità incontrate e coinvolte nel nostro peregrinare lungo le strade del mondo, l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Sergio Cattani che in una sua lettera scriveva tra l’altro “... fui attratto, poi trascinato dall’entusiasmo, dalla dedizione, dalla serietà e dalla simpatia coinvolgente che anima tutti voi e che contagia irresistibilmente chi vi incontra, anche agli antipodi e non solo tra gli Italiani all’estero. E’ la forza di una tradizione che avete saputo mantenere viva ed operante, attirando le nuove generazioni, inventando nuovi progetti, intravedendo
orizzonti inediti, affrontando sfide lontane. E’ lo spirito di Arti per Via, siatene fieri”.
Forse non occorre aggiungere altro: il racconto è già completo così!
Il Presidente delle “Arti per Via” Gianni Posocco

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