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Riapre il Museo Hemingway e della Grande Guerra a Villa Ca' Erizzo Luca a Bassano del Grappa.
Al momento sarà aperto i sabati e le domeniche dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30, molte le novità tra le quali la possibilità di avere un'audioguida che accompagnerà il visitatore nel percorso.
L'ingresso è di € 5,00 intero; € 3,00 ridotto.

Info 0424.529035
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CHIESETTE-DI-CAMPAGNASAN GIORGIO ALLE ACQUE
Nella serie delle chiesette “ch’erbose hanno le soglie” non poteva mancare quella di S. Giorgio che si può annoverare fra le più antiche di destra Brenta dato che, come è noto, questa è stata generata dalla pieve di S. Biagio dell’anno Mille.
In quel tempo, infatti, i cristiani di quel territorio per le loro pratiche religiose, si dovevano recare, addirittura, nella chiesa sacramentale di Valle S. Floriano l’unica, all’epoca, che servisse i battezzati di quella zona. Il ritrovamento di numerosi reperti “paleo veneti” attorno alla chiesetta di S. Giorgio, testimoniano l’insediamento di comunità euganee o veneto-euganee, avvenuto quasi sicuramente per il formarsi di un mercato fra le genti nel nord che scendevano il Brenta, favoriti dal rallentamento del suo corso e quelli che lo risalivano fino a raggiungere uno “spiazzo erboso” a qualche centinaio di metri a nord del ponte di legno. Alcuni studiosi, infatti, sostengono che il toponimo Angarano, derivi da un termine longobardo che significa “vicino o dentro uno spiazzo erboso”.

QANTENNEuesta è la nuova rubrica con la quale la Pro intende denunciare all’Amministrazione Comunale ciò che deturpa la nostra bella Città.
Ritorniamo volentieri a parlare come Pro Bassano, della piazzetta Alfeo Guadagnin, sulla quale la nostra sede apre le sue porte.
Cara vecchia piazzetta, in ordine d’arrivo e importanza dopo il piazzotto Montevecchio, come seconda piazza della città.
Bella la sua entrata da via Matteotti attraverso il bianco arco diamantato del 1543, sormontato dal fiero leone marciano.

SAN-BARTOLOMEOSAN BARTOLOMEO
La più lucrosa attività commerciale della nostra terra era riposta, un tempo, nelle risorse che si potevano trarre dal legname. Fra il Tirolo, i monti fiancheggianti la Valsugana e la laguna veneta, si svolgeva un importante mercato che arricchì coloro che diventarono i grandi proprietari terrieri e che, successivamente, formarono la borghesia del nostro territorio. Gli alberi, infatti, fornivano il legname per la costruzione delle navi necessarie alla Serenissima ma, ancor prima, contribuirono alla creazione della stessa città di Venezia considerato che essa, come è noto, è appoggiata su milioni di fusti d’albero.

BROLO-BONAGUROIl brolo Bonaguro
Il palazzo fu acquisito dal Comune dall’ultimo erede Luigi Giaconi Bonaguro di Piazzola sul Brenta nel 1969 per 47 milioni e successivamente, nel 1985, venne acquistato anche il brolo. Non si conosce il nome del progettista del palazzo, certamente non vicentino, attivo a Bassano fra il 1640 e il 1660. L’origine dell’immobile, comunque, si può collocare alla fine del XVI secolo dopo che i veneziani Veggia lo acquistarono dai Rusconi nel 1574 e ne avviarono la ristrutturazione.

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