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UN-MARE-FERMO-NEL-TEMPO-2Prima di tuffarci in questo mare fermo nel tempo, sarebbe bene comprendere quali sono i processi di fossilizzazione. Solo così potremmo avere tutte le cognizioni necessarie per conoscere come questi organismi fossili si sono conservati per questo lungo periodo.
I principali processi di fossilizzazione sono: mineralizzazione, inclusione, incrostazione, carbonificazione.

– La mineralizzazione
– Prima fase: poniamo il caso di una conchiglia che muore e viene ricoperta da sedimenti marini; le parti proteiche vengono distrutte dai batteri, e si dissolvono, mentre le parti scheletriche dure, a seconda delle condizioni ambientali possono subire delle modifiche.
– Seconda fase: le parti dello scheletro con struttura porosa vengono riempite dai sedimenti fini, che contengono sostanze minerali presenti nello stesso.
– Terza fase: molecola per molecola le sostanze originarie vengono sostituite dai minerali presenti, (carbonato di calcio, silicio, pirite ecc.).
La sabbia che li ricopre si stratifica e indurisce e col passare dei millenni diventa roccia.
A volte può verificarsi che la presenza di minerali e sali aggressivi possa discioglierne il guscio, in questo caso resterebbe solo il modello interno. – Inclusione
– si verifica quando un resto organico viene rapidamente inglobato
da un materiale che lo ricopre e lo isola dall’esterno, (questo processo di fossilizzazione non è presente nella nostra zona).
– Un esempio tipico è quello degli insetti che si trovano nell’ambra, resina fossile di conifere solidificata, i più famosi giacimenti della quale si trovano nel mar Baltico.
– Famosi anche casi di mammouth perfettamente conservati nei suoli ghiacciati della tundra siberiana.
– Incrostazione
– si verifica in presenza di acque ad alto contenuto di carbonato di calcio, che si deposita su resti vegetali. Si possono vedere nel torrente Lavacile in zona Pradipaldo foglie incrostate e stratificate che danno origine al famoso travertino.
– Carbonificazione
– E’ un processo che interessa esclusivamente i resti vegetali, grazie all’azione dei batteri, che provocano un arricchimento di carbonio a danno di altri elementi presenti, favorendo così la formazione di lignite che poi col tempo diventerà carbone.
– Depositi di lignite sono tutto il canale del Brenta nella fascia bassa, sia a destra che a sinistra del fiume, partendo da Campese fino a Cismon, mentre in valle Santa Felicita la presenza di questi fossili si trova nella parte bassa.
UN-MARE-FERMO-NEL-TEMPOMolto evidente si presenta nella cava di Carpanè, dove si possono vedere le potenti bancate a gradoni stratificati, che contengono bivalvi come i megalodon anche di grosse dimensioni, perfettamente coperti di piccoli cristalli con un effetto estetico molto bello.
Il Triassico è un periodo particolarmente importante per l’evoluzione del regno animale, appaiono i primi dinosauri, padroni incontrastati sulla terra, mentre nella parte finale di esso compaiono i pterosauri, rettili volanti che sono i predecessori e anello importante per determinare l’evoluzione da rettili ad uccelli.
I rettili si adattano anche alla vita acquatica con i primi ittiosauri, che presentano forme simili agli odierni delfini.
Nel mare sono molto diffuse le ammoniti, così chiamate per la loro caratteristica conchiglia a forma arrotolata su se stessa, con dimensioni che vanno da un diametro di qualche centimetro a due metri in moltissime specie.
Nel continente il cambiamento della flora si manifesta con la diffusione delle conifere e cicadee (gimnosperme), con notevole diffusione delle crittogame presenti come fossili nei dintorni di Recoaro o di Rotzo, nell’altopiano di Asiago.
Anche nel mare triassico avvengono cambiamenti: i coralli a struttura radiale si sostituiscono ai coralli a struttura simmetrica bilaterale. Vastissime praterie di alghe diplore danno contributo allo sviluppo di immense scogliere di formazione rocciosa dolomitica.
(fine della terza parte)
Bosio Vanni

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